Il significato del nome “satana”

Il nome primitivo era Lucifero: nella mente di Dio voleva dire "alfiere o portatore della Luce"

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Dice Gesù: (CEV) "I Quaderni 1945-1950", p. 132 - "Il nome primitivo era Lucifero: nella mente di Dio voleva dire "alfiere o portatore della Luce" ossia di Dio, perché Dio è Luce. Secondo in bellezza fra tutto quanto è, era specchio puro che rifletteva l'insostenibile Bellezza.

Nelle missioni agli uomini egli sarebbe stato l'esecutore del volere di Dio, il messaggero dei decreti di bontà che il Creatore avrebbe trasmesso ai suoi beati figli senza colpa, per portarli sempre più in alto nella sua somiglianza. Il Portatore della Luce, con i raggi di questa luce divina che portava, avrebbe parlato agli uomini, ed essi, essendo privi di colpe, avrebbero compreso questi balenii di armoniche parole tutte amore e gaudio.

Vedendosi in Dio, vedendosi in se stesso, vedendosi nei compagni, perché Dio lo avvolgeva della sua luce e si beava nello splendore del suo arcangelo, e perché gli angeli lo veneravano come il più perfetto specchio di Dio, si ammirò.

Doveva ammirare Dio solo.

Ma nell'essere di tutto quanto è creato sono presenti tutte le forze buone e malvage, e si agitano finché una delle due parti vince per dare bene o male, come nell'atmosfera sono tutti gli elementi gassosi: perché necessari.

Lucifero attrasse a sé la superbia. La coltivò, l'estese. Se ne fece arma e seduzione.

Volle più che non avesse. Volle il tutto, lui che era già tanto.

Sedusse i meno attenti fra i compagni. Li distrasse dal contemplare Dio come suprema Bellezza.

Conoscendo le future meraviglie di Dio, volle essere lui al posto di Dio. Si vide, col pensiero turbato, capo degli uomini futuri, adorato come potenza suprema.

Pensò: "Conosco il segreto di Dio. So le parole. Mi è noto il disegno. Posso tutto ciò che Lui vuole. Come ho presieduto le prime operazioni creative posso procedere.Io sono". La parola che solo Dio può dire fu il grido di rovina del superbo.

E fu Satana.

Fu "Satan". In verità ti dico che il nome di Satan non venne messo dall'uomo, che pure, per ordine e volere di Dio, mise un nome a tutto ciò che conobbe essere, e che tuttora battezza con un nome da lui creato le sue scoperte. In verità ti dico che il nome di Satan viene direttamente da Dio, ed è una delle prime rivelazioni che Dio fece allo spirito di un suo povero figlio vagante sulla Terra. E come il mio Nome Ss. ha il significato che ti ho detto una volta, ora ascolta il significato di questo nome orrendo. Scrivi come ti dico:

Sacrilegio; Ateismo; Turpitudine; Anticarità; Negazione;
Superbo; Avverso; Tentatore; Avido; Nemico e Traditore;

Questo è Satan. E questo sono coloro che sono malati di satanismo. E ancora è: seduzione, astuzia, tenebra, agilità, nequizia. Le 5 maledette lettere che formano il suo nome, scritte col fuoco sulla sua fronte fulminata. Le 5 maledette caratteristiche del Corruttore contro le quali fiammeggiano le 5 benedette mie Piaghe, che col loro dolore salvano chi vuole essere salvato da ciò che Satana continuamente inocula.

Il nome di "demonio, diavolo, belzebù" può essere di tutti gli spiriti tenebrosi. Ma questo è solo il "suo" nome. E in Cielo non è nominato che con quello, perché là si parla il linguaggio di Dio, in fedeltà d'amore anche per indicare ciò che si vuole, secondo come lo ha pensato Iddio.

Egli è il "Contrario". Quello che è il contrario a Dio. Quello che è il contrario di Dio. E ogni sua azione è l'antitesi delle azioni di Dio. E ogni suo studio è portare gli uomini ad essere contrari a Dio. Ecco ciò che è Satana. È "il mettersi contro di Me" in azione. Alle mie tre virtù teologali oppone la triplice concupiscenza. Alle quattro cardinali e a tutte le altre che da Me scaturiscono, il vivaio serpentino dei suoi vizi orrendi.

Ma, come si dice che di tutte le virtù la più grande è la carità, così dico che delle sue antivirtù la più grande e a Me repulsiva è la superbia. Perché per essa tutto il male è venuto.

Per questo dico che, mentre ancora compatisco alla debolezza della carne che cede al fomite della lussuria, dico che non posso compatire all'orgoglio che vuole, da nuovo Satana, competere con Dio.

Ti paio ingiusto? No. Considera che la lussuria in fondo è vizio della parte inferiore che in alcuni ha appetiti tanto voraci, soddisfatti in momenti di abbrutimento che inebetisce. Ma la superbia è vizio della parte superiore, consumato con acuta e lucida intelligenza, premeditato, duraturo.

Lede la parte che più somiglia a Dio. Calpesta la gemma data da Dio. Comunica somiglianza con Lucifero. Semina il dolore più della carne. Perché la carne potrà far soffrire una sposa, una donna.

Ma la superbia può fare vittime in interi continenti, in ogni classe di persone. Per la superbia è stato rovinato l'uomo e perirà il mondo. Per la superbia langue la fede. La superbia: la più diretta emanazione di Satana.

Ho perdonato ai grandi peccatori del senso perché erano privi di superbia di spirito. Ma non ho potuto redimere [...] altri [...], perché erano i "superbi".

 

 

 

Maria Valtorta: I Quaderni

Maria Valtorta: I Quaderni

Maria Valtorta Il 23 aprile 1943, un venerdì santo, Maria Valtorta sentì una voce, già nota al suo spirito, che la spronava a scrivere e così iniziò la prima pagina di una prodigiosa produzione letteraria che finì solo con la sua morte. Gli scritti del primo anno, a parte l'Autobiografia, pubblicata in uno specifico volume, sono raccolti in un volume intitolato I quaderni del 1943 . Sono soprattutto istruzioni e lezioni per i tempi che viviamo e in vista dei tempi ultimi, con forti richiami alla Legge di Dio, illustrata come espressione dell'Amore e della Giustizia. Attingendo ampiamente alle Sacre Scritture (specialmente ai libri profetici e sapienziali dell'Antico Testamento e al libro dell'Apocalisse), sviluppano temi dottrinali, celebrano la figura della Vergine Maria, attestano la missione delle "anime vittime" e mostrano la quotidiana esperienza ascetica della scrittrice, favorita anche dalle apparizioni celesti. Questo volume raccoglie gli scritti di 11 quaderni autografi per un totale di 1338 pagine. Bisogna precisare ancora una volta che Maria Valtorta uscì da casa l'ultima volta il 4 gennaio 1933 e dal 1 aprile 1934, giorno di Pasqua, non si levò più dal letto. Se si esclude un intervento divino nell'ispirazione e nella composizione dei suoi scritti, diventa assai difficile immaginare come, senza la possibilità di consultare testi specializzati, una povera inferma abbia potuto scrivere di getto e senza correzioni, libri di così alto contenuto teologico senza cadere mai in errori o contraddizioni.

Brani estratti dalle opere di Maria Valtorta con il permesso dell’editore Centro Editoriale Valtortiano srl, - Viale Piscicelli, 89/91 - 03036 Isola del Liri, (FR - Italia), www.mariavaltorta.com, al quale appartengono i diritti sulle opere di Maria Valtorta.