Onora il padre e la madre

Si devono onorare perché, dopo Dio, i datori della vita e di tutte le necessità materiali della vita, i primi maestri, i primi amici

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 Gesù nostro Maestro(CEV) "L'Evangelo come mi è stato rivelato", Vol. 2, p. 549,

Dice Gesù: "Siamo tutti fratelli. E l'amore non si prova a parole, ma a fatti. Colui che chiude il cuore al suo simile, ha cuor di Caino. Colui che non ha amore, è un ribelle al comando di Dio. Siamo tutti fratelli. Eppure Io vedo, e voi vedete, che anche nell'interno delle famiglie -là dove il sangue uguale ribadisce, anche col sangue e la carne, la fratellanza che ci viene da Adamo- vi sono odi e attriti.

I fratelli sono contro i fratelli, i figli contro ai genitori, i consorti l'uno all'altro nemici.

Ma per non essere malvagi fratelli sempre, e adulteri sposi un giorno, bisogna imparare sino dalla prima età il rispetto verso la famiglia, organismo che è il più piccolo ed il più grande del mondo. Il più piccolo rispetto all'organismo di una città, di una regione, di una nazione, di un continente.

Ma il più grande perché il più antico; perché messo da Dio quando ancora il concetto di patria, di paese non esisteva, ma già era vivo e operante il nucleo famigliare, sorgente alla razza e alle razze, piccolo regno in cui l'uomo è re, la donna regina, sudditi i figli. Può mai un regno durare se diviso e nemico fra i suoi singoli abitanti? Non può durare. E in verità non dura una famiglia se non c'è ubbidienza, rispetto, economia, buona volontà, operosità, amore.

"Onora il padre e la madre" dice il Decalogo.

Come si onorano? Perché si devono onorare?

Si onorano con vera ubbidienza, con esatto amore, con confidente rispetto, con. un timore reverenziale che non preclude la confidenza, ma nello stesso tempo non ci fa trattare i maggiori come fossimo servi ed inferiori. Si devono onorare perché, dopo Dio, i datori della vita e di tutte le necessità materiali della vita, i primi maestri, i primi amici del giovane essere nato alla terra, sono il padre e la madre.

Si dice : "Dio ti benedica ", si dice "grazie" a quello che ci raccoglie un oggetto caduto o ci dà un tozzo di pane. Ed a questi che si spezzano nel lavoro per sfamarci, per tesserci le vesti e tenerle monde, per questi che si alzano per scrutare il nostro sonno, si nega riposo per curarci, ci fanno letto del loro seno nelle nostre stanchezze più dolorose, non diremo, con l'amore: “Dio ti benedica” e "grazie''?

Sono i nostri maestri. Il maestro è temuto e rispettato. Ma esso ci prende quando già sappiamo l'indispensabile per reggerci e nutrirci e dire le cose essenziali, e ci lascia quando il più arduo insegnamento della vita, ossia "il vivere", ci deve ancora essere insegnato. E sono il padre e la madre che ci preparano alla scuola prima, alla vita poi.

Sono i nostri amici. Ma quale amico può essere più amico di un padre? E quale più amica di una madre? Potete tremare di essi? Potete dire : "Sono tradito da lui, da lei''? Eppure ecco il giovane stolto e la ancora più stolta fanciulla che si fanno amici degli estranei, e chiudono il cuore al padre e alla madre, e si guastano mente e cuore con contatti che sono imprudenti se pure non sono colpevoli, cagione di lacrime paterne e materne che rigano come gocce di piombo fuso il cuore dei genitori. Quelle lacrime però, Io ve lo dico, non cadono nella polvere e nell'oblio. Dio le raccoglie e le numera. Il martirio di un genitore calpestato avrà premio dal Signore. Ma l'atto del figlio suppliziatone di un genitore neppure sarà dimenticato, anche se il padre e la madre supplicano, nel loro dolente amore, pietà di Dio per il figlio colpevole.

"Onora il padre e la madre se vuoi vivere lungamente sulla terra" e detto.

"Ed eternamente in Cielo" Io aggiungo.

Troppo poco sarebbe il castigo di vivere poco qui per avere mancato ai genitori! L'aldilà non e fola, e nell'aldilà si avrà premio o castigo a seconda di come vivemmo. Chi manca ad un genitore manca a Dio, perché Dio ha dato per il genitore comando d'amore, e chi non ama pecca. Perde perciò così, più della vita materiale, la vera vita di cui vi ho parlato, e va incontro ad una morte, ha anzi già la morte avendo l'anima in disgrazia del suo Signore, ha già in sé il delitto perché ferisce l'amore più santo dopo Dio, ha già in sé i germi dei futuri adulteri perché da cattivo figlio viene perfido sposo, ha già in se gli stimoli del pervertimento sociale perché da un figlio cattivo sboccia il futuro ladro, il truce e violento assassino, il freddo strozzino, il libertino seduttore, il gaudente cinico, il ripugnante traditore della patria, degli amici, dei figli, della sposa, di tutti. E potete aver stima e fiducia in colui che ha saputo tradire l'amore di una madre e deridere i capelli bianchi di un padre?

Però, udite ancora, però al dovere dei figli corrisponde un pari dovere dei genitori.

Maledizione al figlio colpevole! Ma maledizione anche al colpevole genitore. Fate che i figli non vi possano criticare e copiare nel male. Fatevi amare per un amore dato con giustizia e misericordia. Dio e Misericordia. I genitori; secondi a Dio solo, siano misericordia.

Siate esempio e conforto dei figli. Siate pace e guida. Siate il primo amore dei vostri figli. Una madre è sempre la prima immagine della sposa che noi vorremmo. Un padre per le figlie giovinette ha il volto che esse sognano per lo sposo. Fate che soprattutto i figli e le figlie scelgano con saggia mano i reciproci consorti pensando alla madre, al padre, e volendo nel consorte ciò che è nel padre, nella madre una virtù verace.

Se avessi a parlare finché è esaurito l'argomento, non basterebbe il giorno e la notte. Onde abbrevio per amore di voi. Il resto ve lo dica lo Spirito Eterno. Io getto il seme e poi passo. Ma il seme nei buoni getterà radica e farà spiga. Andate. La pace sia con voi."

 

 

 

Maria Valtorta: L'Evangelo come mi è stato rivelato

Maria Valtorta: L'Evangelo come mi è stato rivelato

 Livio FanzagaValutazione dell'Opera di Maria Valtorta di Padre Livio Fanzaga, sacerdote cattolico (Radio Maria):
"E così vorrei dire proprio questo, cari amici, avendo io letto il Poema dell'Uomo-Dio (oggi "L'Evangelo come mi è stato rivelato", CEV, n.d.r.), quest'opera in 10 volumi per ben tre volte, e quindi essendo in grado ormai di valutarla nella sua complessità e nel suo valore, io mi sento di dire, cari amici, non conosco nessun commento al Vangelo più ortodosso, più edificante, più stimolante di questo, e quindi vorrei, cari amici, che accoglieste questo invito della Madonna a leggere quest'opera perchè è tutta vera (cioè: non contiene errori contro la fede e la morale della Chiesa Cattolica, ndr). Quindi leggete cari amici, perchè sicuramente ne trarrete grandi benefici per le vostre anime. Non è neanche difficile avere quest'opera, non costa molto; 10 volumi che possono essere per voi un nutrimento spirituale insostituibile"

Brani estratti dalle opere di Maria Valtorta con il permesso dell’editore Centro Editoriale Valtortiano srl, - Viale Piscicelli, 89/91 - 03036 Isola del Liri, (FR - Italia), www.mariavaltorta.com, al quale appartengono i diritti sulle opere di Maria Valtorta.