La condanna del satanismo da parte del Padre celeste

"Respingete Dio e adorate gli idoli di un culto osceno e demoniaco"

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La condanna del satanismo da parte del Padre celeste

 Gesù nostro Maestro(CEV) "I Quaderni 1943", p. 25 -Dice l’Onnipotente: "Continuo a parlare a te, uomo, e a tutti quelli che come te sono adoratori di idoli bugiardi. Non c'è bisogno di avere un Olimpo come i pagani dell'antico tempo, per essere idolatri. Non c'è bisogno di avere dei feticci come le tribù selvagge, per essere idolatri.

Siete idolatri anche voi, e della più obbrobriosa idolatria, voi che adorate ciò che non è vero, che servite ad un culto che non è che culto di Satana, che adorate il Tenebroso per non volere chinare il capo traviato e il più traviato cuore a ciò che fu guida e luce soprannaturale di milioni e milioni di uomini che pure furono dei grandi della Terra - e della vera grandezza del genio e del cuore - i quali in questa luce e in questa guida soprannaturali trovarono la leva della loro elevazione, il conforto della loro vita e la gioia della loro eternità, ed ai quali il mondo, nonostante la sua evoluzione continua, guarda ammirando e rimpiangendo di non avere più in sé quella fede che fece grandi in Terra e oltre la Terra quei grandi.

Voi, poiché le midolla della vostra anima non sono nutrite di Fede vera e della conoscenza di quegli eterni Veri che sono vita dello spirito; voi, che avete commesso verso voi stessi il delitto di negare allo spirito creato da Dio la conoscenza della Legge e della Dottrina data da Dio, e chiamate superstizione la Religione e definite inutili le forme di essa; voi trovate di esser superiori anche a quei grandi che, secondo voi, non vanno assolti dalla colpa di aver immiserito se stessi al livello di una donnicciuola ignorante per aver avuto ossequio alla Chiesa e obbedienza alla Religione, che altro non è che somma della mia Legge e della Dottrina del Figlio mio, culto, perciò, vero ad un Dio vero le cui manifestazioni sono innegabili e sicure. Tutte: dal Sinai al Calvario, dal Sepolcro squarciato da forza divina ai mille e mille miracoli che nel corso dei secoli, come parole di fuoco che non si spegne, di oro fuso che non si offusca, hanno scritto nel tempo le glorie di Dio e la verità del suo Essere.

E come folli che gettino in mare degli splendidi gioielli raccogliendo preziosamente dei ciottoli, o rigettino dei cibi sani per empirsi poi la bocca di lordure, per la Religione di Dio che rifiutate non trovandola degna di voi - pseudo-superuomini dalla mente insatanassata, dal cuore corrotto, dallo spirito venduto, idoli a vostra volta dai piedi di creta - per la Religione respinta accogliete poi il demoniaco culto del Nemico di Dio e vi fate ministri o proseliti di esso.

Eccoli i criticatori del mio culto, eccoli i giudici della mia Chiesa, eccoli gli accusatori dei miei ministri, eccoli i sindacatori dei miei fedeli! Trovano nel culto, nella Chiesa, nei sacerdoti, nei fedeli, oggetto di scherno e mezzo di avvilimento. Poi, loro che dicono che l'uomo non ha bisogno di culto, non ha bisogno di sacerdoti, non ha bisogno di cerimonie per corrispondere con Dio, si fanno un loro culto tenebroso, occulto, carico di tutto un cerimoniale segreto rispetto al quale quello palese, solare del mio culto è nulla. Si fanno dei ministri di esso, uomini corrotti e traviati quanto loro e più di loro, nei quali credono con fede cieca, e prendono per voci e manifestazioni di Dio gli istrionismi di questi posseduti da Satana. Si fanno proseliti - e come osservanti! - di questa parodia oscena di culto, di questa menzogna sacrilega.

Eccoli, eccoli quelli che al posto del Dio santo, del Salvatore eterno, mettono la Entità e le entità infernali, e a quelle curvano fino a terra la loro cervice e la loro schiena, che non reputano degno di un uomo curvare davanti ad un vero altare sul quale la mia Gloria trionfa, e splende la Misericordia del mio Figlio, e fluisce vivificante l'Amore dello Spirito, ed esce Vita e Grazia da un Tabernacolo e da un Confessionale, non perché un uomo, pari a voi come materia ma fatto depositario di un potere divino dal Sacerdozio, vi dà una piccola forma di pane azzimo e vi pronuncia una formula di umane parole, ma perché quel poco pane è il mio Figlio, vivo e vero come è in Cielo alla mia destra col suo Corpo e Sangue, Anima e Divinità, e quelle parole fanno piovere il suo Sangue, che ha dolore di aver effuso per tanti di voi, sacrileghi spregiatori di Esso, come pioveva dall'alto della sua Croce su cui il mio amore per voi lo aveva inchiodato.

Ma non riflettete, o pseudo-superuomini fatti di putrido fango che nessuna luce nobilita, alla vostra incongruenza? Respingete Dio e adorate gli idoli di un culto osceno e demoniaco. Dite di venerare e credere nel Cristo e poi fuggite dalla sua Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana; mettete una croce là dove chiamate il Nemico della Croce e del Crocifisso santo. È come se su quella Croce sputaste il rigurgito del vostro interno.

E che ci vedete di grande nei vostri sacerdoti da burla? Nella massa dei miei sono molti sui quali vi è da fare appunti. Ma, e i vostri? Quale dei vostri è "santo"? Lussuriosi, crapuloni, menzogneri, superbi sono i migliori, delinquenti e feroci i peggiori.

Ma di meglio fra i vostri non avete. Né potreste avere, perché se fossero onesti, casti, sinceri, mortificati, umili, sarebbero dei "santi", ossia dei figli di Dio, e non potrebbe Satana possederli per traviarli e per traviarvi attraverso ad essi.

Dopo anni ed anni che si dicono "mezzi" in mano a Dio, hanno migliorato la loro natura? No. Tali erano, tali restano, se pure non peggiorano. Ma non sapete che il contatto di Dio è continua metamorfosi che fa di un uomo un angelo? Quale consiglio buono, risultato poi corrispondente ai fatti, vi hanno mai dato? Nessuno. Ad uno dicono una cosa e ad un altro un'altra sullo stesso argomento, poiché sono zimbello di Satana e poiché Io, Io Potere supremo, confondo le loro idee di tenebre col fulgore insostenibile della mia Luce che essi non possono sopportare. Essa Luce è solo gioia e guida ai figli miei che con essa in cuore spaziano, non per potere proprio ma per potere di essa, nei tempi futuri, e con gli occhi dello spirito vedono, e con le orecchie dello spirito odono ciò che è segreto di Dio, futuro dell'uomo, e dicono in mio nome ciò che lo Spirito pone sulle loro labbra mondate dall'amore e fatte sante dal dolore.

Indovini, astrologi, sapienti e dottori del satanismo che il mio Figlio condanna e che Io copro di doppia condanna, di tripla condanna - perché la vostra religione satanica, che si camuffa di nomi pomposi ma altro non è che satanismo, è peccato contro Me, Signore del Cielo e della Terra davanti al quale non c'è altro Dio, è offesa al Figlio, Salvatore dell'uomo rovinato da Satana, è offesa allo Spirito Santo con la vostra negazione alla Verità conosciuta - sappiate che Io rendo stoltezza la vostra scienza occulta e preparo i rigori di un futuro eterno per voi, che non avete voluto il Cielo ma [avete voluto] l'Inferno per vostro regno e Satana, non Dio, per vostro pontefice, re e padre."

 

 

 

Maria Valtorta: I Quaderni

Maria Valtorta: I Quaderni

Maria Valtorta Il 23 aprile 1943, un venerdì santo, Maria Valtorta sentì una voce, già nota al suo spirito, che la spronava a scrivere e così iniziò la prima pagina di una prodigiosa produzione letteraria che finì solo con la sua morte. Gli scritti del primo anno, a parte l'Autobiografia, pubblicata in uno specifico volume, sono raccolti in un volume intitolato I quaderni del 1943 . Sono soprattutto istruzioni e lezioni per i tempi che viviamo e in vista dei tempi ultimi, con forti richiami alla Legge di Dio, illustrata come espressione dell'Amore e della Giustizia. Attingendo ampiamente alle Sacre Scritture (specialmente ai libri profetici e sapienziali dell'Antico Testamento e al libro dell'Apocalisse), sviluppano temi dottrinali, celebrano la figura della Vergine Maria, attestano la missione delle "anime vittime" e mostrano la quotidiana esperienza ascetica della scrittrice, favorita anche dalle apparizioni celesti. Questo volume raccoglie gli scritti di 11 quaderni autografi per un totale di 1338 pagine. Bisogna precisare ancora una volta che Maria Valtorta uscì da casa l'ultima volta il 4 gennaio 1933 e dal 1 aprile 1934, giorno di Pasqua, non si levò più dal letto. Se si esclude un intervento divino nell'ispirazione e nella composizione dei suoi scritti, diventa assai difficile immaginare come, senza la possibilità di consultare testi specializzati, una povera inferma abbia potuto scrivere di getto e senza correzioni, libri di così alto contenuto teologico senza cadere mai in errori o contraddizioni.

Brani estratti dalle opere di Maria Valtorta con il permesso dell’editore Centro Editoriale Valtortiano srl, - Viale Piscicelli, 89/91 - 03036 Isola del Liri, (FR - Italia), www.mariavaltorta.com, al quale appartengono i diritti sulle opere di Maria Valtorta.