Apparizioni di Nostra Signora in Kibeho, 1981, Ruanda

"Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio, per il vostro bene, e voi non lo volete capire. Il tempo rimasto è poco e voi siete distratti. Siete distratti dai beni effimeri di questo mondo. Ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostrargli la vera strada…"

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Apparizioni di Nostra Signora in Kibeho, 1981, Ruanda

Perché la Madonna è scesa a Kibeho?

La Madonna è scesa a Kibeho, in Rwanda, per parlare al mondo intero. In questo luogo vi sono le sorgenti del Nilo, il fiume più espressivo di tutta l'Africa, il fiume che ha visto la liberazione di Mosè e del suo popolo e l'inizio della storia della Salvezza. Non può essere questa una pura coincidenza, perché Dio non interviene nel mondo per coincidenza o per caso, ma interviene con un determinato e preciso piano per salvare tutto il genere umano perso nel peccato... e la Madonna è la Sua Messaggera. Possa l'appello accorato di Maria risvegliare le coscienze degli uomini.

Kibeho: Io sono la Madre del Verbo

   La storia di Kibeho cominciò alle 12,35 di un sabato, il 28 novembre 1981, in un Collegio gestito da Suore locali, frequentato da poco più di un centinaio di ragazze della zona. Un Collegio rurale, povero, dove si imparava a diventare maestre oppure segretarie. Era diretto da tre Suore che fungevano anche da insegnanti. Gli altri insegnanti, una donna e cinque uomini, erano laici. Il complesso non era dotato di Cappella e, quindi, non vi era un clima religioso particolarmente sentito.

Quel giorno tutte le ragazze del Collegio erano nel refettorio. La prima del gruppo a "vedere" fu Alphonsine Mumureke, di sedici anni. Secondo quanto lei stessa scrive nel suo diario, stava servendo a tavola le sue compagne, quando udì una voce femminile che la chiamava: "Figlia mia, vieni qui". Si diresse verso il corridoio, accanto al refettorio, e lì le apparve una donna di incomparabile bellezza.

Era vestita di bianco, con un velo bianco sulla testa, che nascondeva i capelli, e che sembrava unito al resto del vestito, che non aveva cuciture. Era scalza e le sue mani erano giunte sul petto con le dita rivolte al cielo. La Madonna, come lei disse, non era proprio bianca (muzungu) quale si vede nei santini, ma neppure nera. Alphonsine affermerà, nella sua testimonianza, di non riuscire a dire con esattezza di che colore fosse la sua pelle.

Alphonsine le domandò: "Chi sei?"; e lei rispose, in lingua rwandese: "Io sono la Madre del Verbo".

La Signora a questo punto chiese ad Alphonsine di insegnare alle sue compagne a pregare perché esse non sapevano farlo o non lo facevano abbastanza, nonché a tenere in stima la devozione a Maria, loro Madre. L’apparizione durò circa un quarto d’ora. Alla fine, la Signora scomparve lentamente, alzandosi verso il cielo.

Le compagne del Collegio lì presenti avevano udito le parole di Alphonsine, ma non quelle della Signora. Pensarono subito ad un attacco di isteria o che fosse vittima di allucinazioni. Presto Alphonsine divenne il loro zimbello, sicché nelle successive visioni ella domandò alla Vergine che apparisse anche a qualche altra ragazza, in modo che tutte potessero credere. E la Madonna l’accontentò.

La sera del 12 gennaio 1982, Maria apparve ad Anathalie Mukamazimpaka, che aveva allora 17 anni. Ma le ragazze del Collegio continuarono a non credere, finché due mesi più tardi, il 2 marzo 1982, la Madonna apparve anche a Marie-Claire Mukangango, di 21 anni. Questa apparizione fu determinante, dal momento che Marie-Claire era la più scettica e, data anche la sua maggiore età, esercitava una grande influenza sulle altre compagne del Collegio. Per lei Alphonsine era solo matta. Sosteneva con fermezza di non credere assolutamente alle apparizioni. Ma quando pure lei dovette ammettere di aver visto la Madonna, tutte le collegiali si arresero a tale evidenza.

Da quel momento la notizia delle apparizioni si diffuse assai velocemente in tutto il Rwanda, attirando a Kibeho una folla sempre più imponente di curiosi e di fedeli.

Universale messaggio di salvezza

Le apparizioni di Kibeho sono state considerate per molto tempo con scetticismo e sospetto. Una Commissione medica internazionale ha condotto a suo tempo accuratissimi esami sulla salute fisica e mentale di tutti i giovani veggenti coinvolti nelle apparizioni.

Altre tre ragazze (Stephanie Mukamurenzi, Agnes Kamagaju, Vestine Salima) ed un ragazzo, Emmanuel Segatashya, furono infatti coinvolti nel fenomeno delle apparizioni; ma soltanto i racconti delle prime tre veggenti (Alphonsine Mumureke, Anathalie Mukamazimpaka e Marie Claire Mukangango) sono stati ritenuti i più convincenti.

Il fatto però che le apparizioni ricevute dagli altri quattro ragazzi non siano state approvate non significa necessariamente che il Vescovo le ritenga false, ma soltanto che la Commissione diocesana non ha trovato in esse elementi sufficienti per qualificarle come sicuramente attendibili. La Santa Vergine è apparsa a tre ragazze del luogo, ma i suoi messaggi si rivolgono a tutto il mondo. Disse infatti la Madonna a Marie-Claire:

"Io mi rivelo dove voglio, quando voglio e a chi io voglio. Io non vengo soltanto per Kibeho, non soltanto per la diocesi di Butare, non soltanto per il Rwanda, non soltanto per l’Africa, ma per il mondo intero. Questo mondo è sull’orlo di una catastrofe. Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi, per ricevere la grazia di pentirvi".

Alla veggente Alphonsine, Maria disse:

"Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio, per il vostro bene, e voi non lo volete capire. Il tempo rimasto è poco e voi siete distratti. Siete distratti dai beni effimeri di questo mondo. Ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostrargli la vera strada…".

Una Lourdes nel cuore dell’Africa nera

In un piccolo lembo dell’Africa centrale è sorto un Santuario intitolato a ‘Nostra Signora dei Dolori’. Qui, 23 anni fa, la Madonna apparve ad alcune ragazze del luogo per invitarle a pregare per la salvezza del mondo.

"Vi esorto a pregare con fervore affinché questo Santuario di Kibeho possa diventare il luogo da cui sorgerà un popolo rwandese rinnovato nella fede, assetato di amore per il suo Dio, deciso a dimenticare il triste passato della guerra fratricida, i cui segni terribili si riscontrano dappertutto e, in modo particolare, in questo luogo".

Così esordiva, la mattina del 31 maggio di un anno fa, il Card. Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, nel consacrare il nuovo Santuario mariano dedicato a "Notre Dame des Douleurs" a Kibeho, luogo oramai divenuto meta di pellegrinaggi da ogni parte dell’Africa e del mondo fin dall’inizio degli anni Ottanta. Quasi una nuova Lourdes nel cuore dell’Africa nera.

Le apparizioni della Vergine a Kibeho (dal 28 novembre 1981 al 28 novembre 1989) sono le prime che si sono verificate in terra africana e sulle quali la Chiesa ha espresso il suo riconoscimento, giudicandole autentiche, al termine di una lunga inchiesta e di un rigoroso processo canonico.

Una dichiarazione del Vescovo di Gikongoro, la diocesi di appartenenza di Kibeho, preparata in accordo con la Congregazione per la Dottrina della Fede, è stata resa nota in contemporanea, nel maggio 2003, in Africa e in Vaticano, per ufficializzare quello che è un evento straordinario. Un documento lungo ventitre pagine che rappresenta il frutto di una lunga e prudente inchiesta da parte della Chiesa.

"La Vergine Maria è apparsa a Kibeho, nella giornata del 28 novembre 1981 – ha affermato il Vescovo Monsignor Augustin Misago – e nel corso dei mesi seguenti. Ci sono più buone ragioni per crederlo che per negarlo. A questo riguardo, solo le tre veggenti dell'inizio meritano di essere considerate come autentiche; si tratta di Alphonsine Mumureke, Anathalie Mukamazimpaka e Marie-Claire Mukangango".

I Messaggi della Madonna a Kibeho

"Il mondo va male... Il mondo corre verso la sua rovina, sta per cadere in un baratro... Il mondo è in ribellione contro Dio, vi si commettono troppi peccati, non c'è più né amore né pace... Se voi non vi pentite e non vi convertite i vostri cuori, voi cadrete tutti in un baratro". La Madonna alla veggente Nathalie Mukamazimpaka - 15 agosto 1982 -

"Verrà il tempo in cui voi desidererete pregare, pentirvi e obbedire, senza più la possibilità di farlo, a meno che non lo cominciate a fare subito adesso, pentendovi e facendo tutto quello che io attendo da voi". La Madonna alla veggente Nathalie Mukamazimpaka - 15 agosto 1982 -

"Quando io mi faccio vedere da qualcuno per parlargli, voglio rivolgermi al mondo intero. Se ora vengo nella parrocchia di Kibeho, non significa che vengo solo per la parrocchia di Kibeho o per la diocesi di Butare, oppure per il Rwanda, o per tutta l'Africa. Io mi rivolgo al mondo intero". La Madonna alla veggente Marie-Claire - 27 marzo 1982 -

"Il mondo è in rivolta e per salvarlo ci vuole la Passione di Cristo". La Madonna alla veggente Nathalie Mukamazimpaka - 27 marzo 1982 -

Il 15 agosto 1982, durante una lunghissima apparizione, la Madonna si mostrò piena d'incontenibile afflizione e in pianto. Nathalie, essa pure addolorata, cadde più volte a terra. Alla domanda sul motivo di tanta afflizione, la Madonna rispose:

"Il mondo va assai male, e se voi non fate nulla per pentirvi e per rinunciare ai vostri peccati, guai a voi! E' proprio questo che continua a farmi male; perché io voglio liberarvi da un baratro perché voi non vi cadiate, ma voi rifiutate.

Raddoppiate quindi lo zelo, figlia mia, per la preghiera in favore del mondo, affinché i peccati diminuiscano e siano perdonati a coloro che lo desiderano. Come potrei io essere contenta, allorché vedo i miei figli prendersi gioco di me ed essere sul punto di cadere in un abisso e di perdersi?... Sono venuta da voi per comunicarvi un messaggio che vi richiama quello che avete dimenticato; ma voi rifiutate di accoglierlo. da allora io soffro molto; ma so sopportare tutto con pazienza".

"La fede e l'apostasia verranno senza accorgersi".

Un orribile fiume di sangue

Secondo il racconto delle veggenti, la Madonna apparsa a Kibeho come "Nyina wa Jambo" – in lingua locale: "Madre del Verbo" o "Madre di Dio" – vuole portare, non solo a Kibeho e alla terra africana, bensì al mondo intero, il suo messaggio evangelico, il messaggio di suo Figlio Gesù, che è poi lo stesso di tutti i tempi e per tutti i luoghi: l’amore per Dio e per il prossimo, invitando tutti gli uomini alla conversione, alla penitenza e al digiuno. Il frutto di tutto ciò sarà l’unità e la pace. Diversamente non ci potrà essere che odio ed inimicizie.

È significativo, infatti, che in una delle apparizioni, e precisamente in quella del 19 agosto 1982, di fronte a oltre ventimila persone, i veggenti ebbero una spaventosa visione di quello che poi dodici anni più tardi sarebbe accaduto nel loro paese, con il genocidio rwandese.

Quel giorno la "Signora" apparve ai veggenti a turno. Il suo volto era triste, sembrava assai contrariata. Alphonsine, una del gruppo, disse che piangeva. E anche i veggenti cominciarono a piangere e a battere i denti dalla paura. L’apparizione fu eccezionalmente lunga, ebbe una durata complessiva di circa otto ore; e le immagini della visione furono tremende: "un fiume di sangue, persone che si uccidevano a vicenda, cadaveri abbandonati senza che nessuno si curasse di seppellirli, teste mozzate, un albero immerso nelle fiamme, un mostro spaventoso, un abisso spalancato…". Fatti terrificanti che poi si sarebbero tristemente avverati allo scoppio della guerra civile fra le etnie degli Hutu e i Tutsi che avrebbero funestato anni dopo il Rwanda. Alcuni dei veggenti scomparvero proprio nei massacri del 1994.

"Il sacrificio di migliaia di persone uccise nella vecchia chiesa e intorno ad essa – ha ricordato il Cardinale Sepe, il giorno dell’inaugurazione del Santuario mariano di Kibeho –, grida con voce forte verso tutti noi e ci invita ad incamminarci su una nuova strada, sulla strada della pace, del perdono reciproco delle colpe arrecate e sulla strada della riconciliazione. Il vero popolo di Dio non può nutrire sentimenti di odio, di divisione, di vendette, di disprezzo, che sono estranei a Dio e al suo amore".

Il "campo di fiori"

Nell'apparizione del 16 gennaio 1982, avvenuta appunto per la prima volta nel cortile del collegio di Kibeho, la Madonna cominciò a benedire le persone presenti. Inoltre nella medesima apparizione la Madonna chiese ad Alphosine la costruzione di una cappella (shapeli), come risposta ad una richiesta presentatale da Alphonsine. Si sarebbe dovuto costruire questa cappella in ricordo della venuta storica della Madonna in Africa, in Rwanda. La Madonna ritornerà su questa richiesta altre volte nei mesi successivi.

Nella medesima apparizione del 16 gennaio la Madonna, come ce lo attesta Alphonsine, mostrò alla veggente un "campo di fiori". La Madre del Verbo invitò Alphonsine a fare con lei una passeggiata attraverso questo campo di fiori, con la possibilità per Alphonsine di toccare le varie specie di fiori. C'erano fiori bellissimi e di tutti i colori, ma anche altri fiori appassiti.

La Madonna le disse: "Questi fiori diverranno robusti e bellissimi se si darà loro acqua".

La gente presente nel cortile e che assisteva all'apparizione ricorda che durante l'apparizione la veggente Alphonsine passava in mezzo alla gente e toccava la testa ora dell'uno ora dell'altro. Allora si comprese che il "campo di fiori" era semplicemente un simbolo ci coloro che avrebbero accolto o no il messaggio della fede, o il messaggio di Maria, o si fossero convertiti. Il giardino di Maria allora si sarebbe arricchito di sempre nuovi fiori.

La benedizione dei rosari

Alcuni pellegrini chiesero a suor Blandine di far benedire dalla Madonna alcuni rosari. E così Alphonsine propose alla Madonna di benedire i rosari della gente presente all'apparizione. Il rito avveniva così. Alphonsine presentava alla Madonna i rosari che stavano deposti nel luogo dell'apparizione. Ne presentava uno per volta, dicendo una preghiera, ad esempio un'Ave Maria. Se il rosario presentato apparteneva ad una persona di fede, la Madonna annuiva con la testa, dicendo: "Amen" o "Alleluia" e poi stendeva la mano per toccare il rosario e benedirlo. Ma quando il rosario apparteneva a una persona che non aveva fede abbastanza, allora Alphonsine non riusciva ad articolare bene la preghiera mentre presentava il rosario. Oppure il rosario diventava così pesante che Alphonsine non riusciva ad alzare il braccio e presentarlo alla Madonna per la benedizione. Allora anche la Madonna faceva un gesto di disapprovazione.

Nei giorni in cui i rosari erano tanti, Alphonsine li prendeva tutti insieme. I rosari che appartenevano a gente di poca fede scivolavano a terra, mentre gli altri, restando sul braccio della veggente, ricevevano la benedizione della Madonna, o attraverso un gesto di imposizione delle mani oppure con un segno di croce.

Qualcuno accusava Alphonsine e la Madonna stessa di voler senza discrezione etichettare chi tra le alunne o gli insegnanti avevano fede e chi invece no. In realtà, fatta un'inchiesta, si comprese che Alphonsine non sapeva a chi appartenessero i rosari che venivano messi tutti insieme sul luogo dell'apparizione. Piuttosto l'appartenenza dei medesimi la si evinceva dalle reazioni degli stessi proprietari. Quanto ai rosari non benedetti, la Madonna avrebbe detto che i proprietari di quei rosari dovevano pentirsi e amare la preghiera. Come se la benedizione della Madonna dipendesse anche dalle buone disposizioni e dalla fede di chi la riceveva.

Gesù ad Alphonsine, Kibeho, Rwanda

Voi riconoscerete il momento del Mio ritorno quando vedrete scoppiare le guerre di religione. Quando vedrete accadere questo, sappiate che sto per arrivare.

Nell'apparizione del 31 maggio 1982 a Marie-Claire la Madonna disse che la sua preghiera preferita accanto al Rosario era il Rosario dei Sette Dolori, poiché con esso, contemplando i dolori della Madonna e contemplando così con Lei la Passione di Gesù, era più facile pentirsi dei peccati:

"Ciò che vi domando è di pentirvi. Se voi recitate questo Rosario meditandolo, voi avrete la forza di pentirvi. Oggi molti uomini non sanno più chiedere perdono. Mettono di nuovo il Figlio di Dio in croce. Questo ho voluto venire a ricordarvi, soprattutto qui in Rwanda, perché vi ho trovato ancora gente umile che non è attaccata alla ricchezza e ai soldi".

“ Ti chiedo di insegnarla al mondo intero…, pur restando qui, perché la mia grazia è onnipotente”.

Il 9 Agosto 1982, la Madonna piange ed i veggenti piangono con Lei, perché manifestava loro inquietanti immagini del futuro: terribili battaglie, fiumi di sangue,  cadaveri abbandonati, un abisso spalancato. Queste Apparizioni sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa il 29.6.2001 

 

 

 

Il Rosario dei 7 Dolori

INIZIO:

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre

***

Mio Dio, ti offro questa Coroncina dei dolori per la Tua maggior gloria, in onore della Tua Santa Madre. Mediterò e condividerò la Sua sofferenza. O Maria, Ti supplico, per le lacrime che hai versato in quei momenti, ottieni a me e a tutti i peccatori il pentimento delle nostre colpe. Recitiamo la Coroncina pregandoti per tutto il bene che ci hai fatto donandoci il Redentore, che noi, purtroppo, continuiamo a crocifiggere ogni giorno.Sappiamo che se qualcuno è stato ingrato verso un altro che gli ha fatto del bene e lo vuole ringraziare, la prima cosa che fa è riconciliarsi con lui; per questo recitiamo la Coroncina pensando alla morte di Gesù per i nostri peccati e chiedendogli perdono.

 CREDO

Io credo in Dio, Padre Onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore, il quale fu concepito
di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso,
morì e fu sepolto; discese gli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente:
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa
Cattolica, la comunione dei Santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna. Amen. 

 *** 

A me peccatore e a tutti i peccatori concedi la contrizione perfetta dei nostri peccati  ( 3 volte)

PRIMO DOLORE
Il vecchio Simeone annuncia a Maria
che una spada di dolore le trapasserà l’anima.
 

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose  che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.    (Lc 2,33-35) 

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,  le sofferenze di Gesù durante la sua Passione. 

Preghiamo: O Maria, non si è ancora dileguata la dolcezza per la nascita di Gesù, che già comprendi che sarai pienamente coinvolta nel destino di dolore che attende il Tuo Divin Figlio. Per questa Tua sofferenza intercedi per noi dal Padre la grazia di una vera conversione del cuore, una completa decisione per la santità senza temere le croci del cammino cristiano e le incomprensioni degli uomini. Amen. 

SECONDO DOLORE
Maria fugge in Egitto con Gesù e Giuseppe. 

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finchè non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”.Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre, e nella notte fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: “Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.   (Mt 2,13-15) 

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,  le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo: O Maria, dolcissima Madre, che hai saputo credere alla voce degli Angeli e docilmente ti sei messa in cammino fidandoti, in tutto, di Dio, facci diventare come Te, pronti a credere sempre che la Volontà di Dio è solo sorgente di grazia e di salvezza per noi. Rendici docili, come Te, alla Parola di Dio e pronti a seguirLa con fiducia. 

TERZO DOLORE
Lo smarrimento di Gesù. 

Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. (Lc 2,48)

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,  le sofferenze di Gesù durante la sua Passione. 

Preghiamo: O Maria, noi Ti preghiamo di insegnarci a meditare nel cuore, con docilità e amore, tutto ciò che il Signore ci offre da vivere, anche quando non riusciamo a capire e l’angoscia vuole sopraffarci. Dacci la grazia di starTi vicino perché Tu possa comunicarci la Tua forza e la Tua fede. Amen. 

QUARTO DOLORE
Maria incontra suo Figlio carico della Croce. 

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. (Lc 23,27)

 Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,  le sofferenze di Gesù durante la sua Passione. 

Preghiamo: O Maria, noi Ti preghiamo di insegnarci il coraggio di soffrire, di dire di sì al dolore, quando questo viene a fare parte della nostra vita e Dio ce lo manda come mezzo di salvezza e di purificazione. Facci essere generosi e docili, capaci di guardare Gesù negli occhi e di trovare in questo sguardo la forza per continuare a vivere per Lui, per il Suo piano d’amore nel mondo, anche se questo dovesse costarci, come è costato a Te. 

QUINTO DOLORE
Maria sta presso la Croce del Figlio 

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù, allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E dal quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19,25-27) 

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,  le sofferenze di Gesù durante la sua Passione. 

Preghiamo: O Maria,  Tu che conosci il soffrire, rendici sensibili anche al dolore degli altri, non solo al nostro. In ogni sofferenza donaci la forza per continuare a sperare e a credere nell’amore di Dio che supera il male con il bene e che vince la morte per aprirci alla gioia della Risurrezione. 

SESTO DOLORE
Maria riceve il corpo inanimato di suo Figlio. 

Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza di seppellire per i Giudei. (Gv 19,38-40)

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,  le sofferenze di Gesù durante la sua Passione. 

Preghiamo: O Maria, accetta la nostra lode per quanto fai per noi e accogli l’offerta della nostra vita: non vogliamo staccarci da Te perché in ogni momento possiamo attingere dal Tuo coraggio e dalla Tua fede la forza di essere testimoni di un amore che non muore. Per quel Tuo dolore senza tempo, vissuto nel silenzio, donaci, Mamma Celeste, la grazia di staccarci da ogni attaccamento alle cose e agli affetti terreni ed aspirare unicamente all’unione con Gesù nel silenzio del cuore. Amen. 

SETTIMO DOLORE
Maria alla tomba di Gesù. 

Ora, nel luogo dov’era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel qua le nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. ( Gv 19,41-42) 

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,  le sofferenze di Gesù durante la sua Passione. 

Preghiamo: O Maria, quale dolore provi ancora oggi nel constatare che tante volte il sepolcro di Gesù sta nei nostri cuori. Vieni, o Madre e con la Tua tenerezza visita il nostro cuore nel quale, a causa del peccato, spesso seppelliamo l’amore divino. E quando abbiamo l’impressione di avere la morte nel cuore, donaci la grazia di volgere prontamente il nostro sguardo a Gesù Misericordioso e di riconoscere in Lui la Risurrezione e la Vita. Amen.