Maria Valtorta Info e Bio

Bibliografia

L'Evangelo come mi stato rivelato

Libro di Azaria

I Quaderni del 1943, 1944, 1945-1950

Lezioni sull'Epistola di Paolo ai Romani

Autobiografia

Maria Valtorta  nacque a Caserta da genitori lombardi il 14 marzo 1897. Il padre, Giuseppe Valtorta, prestava servizio nel 19° Reggimento Cavalleggeri Guide con il grado di maresciallo capo armaiolo. Buono e remissivo, sarà l'educatore amoroso dell'unica figlia. La madre, Iside Fioravanzi, era stata insegnante di francese. Egoista e bisbetica, opprimerà il marito e la figlia con una severità irragionevole.
Dopo aver rischiato di morire nel nascere, Maria fu affidata ad una balia di cattivi costumi. A soli diciotto mesi lasciò con i genitori la terra del Sud per andare a vivere a Faenza, in Romagna. I successivi trasferimenti a Milano e a Voghera segnarono le tappe più decisive della sua crescita fisica e della sua formazione culturale e religiosa, nella quale dette prova di temperamento, di spiccate capacità, di amore allo studio e di una profonda sensibilità spirituale.
Completò gli studi nel prestigioso Collegio Bianconi di Monza, che fu il suo nido di pace per quattro anni, al termine dei quali, sedicenne, capì quale sarebbe stata la sua vita interiore nel piano di Dio. Nel 1913 suo padre si mise in pensione per motivi di salute e la famiglia andò ad abitare a Firenze, dove Maria coltivava gli interessi culturali uscendo spesso con il padre a visitare la città e, venuta la guerra mondiale, esercitava l'amore per il prossimo facendo l'infermiera volontaria nell'Ospedale Militare.
Ma a Firenze fu anche segnata da durissime prove: la terribile mamma infranse per due volte il suo sogno di sposarsi e nel 1920 un sovversivo, per strada, le sferrò una mazzata alle reni predisponendola all'infermità.
Fu allora che Maria ebbe la provvidenziale opportunità di trascorrere due anni a Reggio Calabria, ospite di parenti albergatori che con il loro affetto, unito alla bellezza naturale del luogo, contribuirono a ritemprarla nel fisico e nell'anima. Durante quella vacanza sentì nuove spinte verso una vita radicata in Cristo; ma il ritorno a Firenze, nel 1922, la risommerse nei ricordi amari.
Nel 1924 i genitori acquistarono una casa a Viareggio, dove andarono a stabilirsi e dove ebbe inizio per Maria un'inarrestabile ascesi, che si esprimeva con propositi fermi e culminava in eroiche offerte di sé per amore a Dio e all'umanità. Nello stesso tempo ella si impegnava in parrocchia come delegata di cultura per le giovani di Azione Cattolica e teneva conferenze, che cominciarono ad essere seguite anche da non praticanti. Ma le era sempre più difficile muoversi.
Il 4 gennaio 1933 uscì di casa per l'ultima volta, con estrema fatica, e dal 1° aprile 1934 non si levò più dal letto. Il 24 maggio 1935 fu presa in casa una giovane rimasta orfana e sola, Marta Diciotti, che diventerà la sua assistente e confidente per tutto il resto della vita. Dopo un mese, il 30 giugno, moriva il padre amatissimo, e Maria fu sul punto di morirne per il dolore. La madre, che lei amò sempre per dovere naturale e con sentimento soprannaturale, morirà il 4 ottobre 1943 senza avere mai smesso di tormentare la figlia.

Opinione di padre Livio Fanzaga Radio Maria
«Cari amici vorrei soffermarmi un momentino su quel che è stato detto da Vicka a riguardo dell'Opera di Maria Valtorta, il Poema dell'Uomo-Dio (oggi "L'Evangelo come mi è stato rivelato", CED, n.d.r.). Questa è una domanda che viene posta da tantissimi gruppi da ogni parte del mondo e questo fa comprendere come l'Opera di Maria Valtorta sia letta in ogni parte del mondo perchè ormai tradotta in tutte le lingue principali.

Ma una cosa che sicuramente è importantissima è questa: è che Marija, su consiglio di sacerdoti, per ben 2 volte ha chiesto alla Madonna se l'Opera di Maria Valtorta era vera e se si poteva leggere, e la Madonna ha detto che sì, tutto vero, e che si può leggere. Questo la Madonna l'ha detto 2 volte, in 2 apparizioni diverse, l'ha detto Marija a me personalmente e si vede che l'ha detto anche a Vicka, perchè qui Vicka si fa portavoce di Marija. Io vorrei sottolineare l'importanza di tutto questo: innanzi tutto perché la Madonna non è solita rispondere facilmente alle domande: tante volte, quando la gente che può porre domande alla Madonna (attualmente Ivan può porre domande alla Madonna), ma, molte volte quando la gente pone delle domande alla Madonna, molte volte, il più delle volte la Madonna non risponde, oppure risponde dicendo: «Che preghi, quella persona, e nella preghiera avrà la risposta», che poi è la normale illuminazione dello Spirito Santo, e cioè la Madonna non si vuol sostituire a quella che è la via ordinaria attraverso la quale Dio guida le anime, che sono appunto le illuminazioni dello Spirito Santo. Ma che la Madonna per ben 2 volte abbia risposto a questa domanda riguardante un'altra rivelazione privata, cosa che la Madonna non fa mai, cioè riguardo Maria Valtorta, che la Madonna abbia risposto affermativamente dicendo che è tutto vero e che si può leggere, mi pare un fatto di grande importanza. Questo significa la grande importanza che la Madonna annette all'Opera di Maria Valtorta e al fatto che i fedeli leggano questa opera.
 
E così vorrei dire proprio questo, cari amici, avendo io letto il Poema dell'Uomo-Dio (oggi "L'Evangelo come mi è stato rivelato", CED, n.d.r.), quest'opera in 10 volumi per ben tre volte, e quindi essendo in grado ormai di valutarla nella sua complessità e nel suo valore, io mi sento di dire, cari amici, non conosco nessun commento al Vangelo più ortodosso, più edificante, più stimolante di questo, e quindi vorrei, cari amici, che accoglieste questo invito della Madonna a leggere quest'opera perchè è tutta vera (cioè: non contiene errori contro la fede e la morale della Chiesa Cattolica, ndr). Quindi leggete cari amici, perchè sicuramente ne trarrete grandi benefici per le vostre anime. Non è neanche difficile avere quest'opera, non costa molto; 10 volumi che possono essere per voi un nutrimento spirituale insostituibile»
 

Padre Livio Fanzaga:

Nato nel 1940 a Sforzatica, frazione di Dalmine (BG), da una famiglia operaia, frequentò le scuole elementari nello stabilimento della Dalmine. Sentì la vocazione a 12 anni; all'oratorio rimase molto colpito dagli esercizi spirituali di tre giorni di don Milani. Nel 1954, a 14 anni, fu aiutato da padre Casellani a superare le cattive referenze del parroco di Dalmine, che lo giudicava troppo vivace per il ruolo, per entrare in seminario presso gli Scolopi, dove superò le scuole medie in un anno, per poter frequentare il liceo classico di Finale Ligure. La scelta dei padri Scolopi fu dettata dalla possibilità di lavorare con i giovani ed andare in missione. Nel 1957 proseguì gli studi alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Fu ordinato sacerdote il 19 marzo 1966; nello stesso anno si laureò in Teologia con una tesi dal titolo La Gerusalemme celeste nell'Apocalisse, avendo per relatore un sacerdote gesuita.

Le opere "ispirate"

Sono - com'è ovvio - quelle di cui Maria Valtorta ha sempre sostenuta l'origine divina; le particolarità di stile e contenuto che le accomunano sono coerenti con tale asserto. In particolare: quanto al contenuto, nei testi si riscontrano agevolmente brani di carattere personale e altri, preponderanti, che sarebbero quelli propriamente "ispirati": essi si suddividono in visioni e dettati.

L'Evangelo come mi è stato rivelato

Già si è parlato della prima edizione de "Il Poema dieci volumi, con il nuovo titolo "L'Evangelo come mi è stato rivelato".

La raccolta narra la vita di Gesù, riportando episodi e fatti di vita quotidiana che non compaiono nei Vangeli canonici o che compaiono in forma ridotta. Maria Valtorta ha sempre sostenuto di non essere lei ad inventare i nuovi episodi della biografia di Cristo, bensì di essersi limitata a descrivere minuziosamente delle "visioni" di carattere mistico che ella ammetteva di avere e che riteneva esserle inviate da Gesù stesso e dalla Beata Vergine Maria.

Il Libro di Azaria

Quest'opera raccoglie i presunti "dettati" in cui S. Azaria, ritenuto dalla scrittrice stessa il proprio Angelo Custode, ha commentato, seguendo fedelmente il calendario liturgico, le 58 Messe festive, nel testo del Messale "tridentino" o di San Pio V, allora di uso corrente. Oggetto del commento è il cd. "Proprio" del giorno; quasi mai, però, il Vangelo, che è lasciato all'Opera principale.

Le Lezioni sull'Epistola di Paolo ai Romani

Iniziate nel 1948 e concluse nel 1950, dopo una lunga pausa intermedia, le Lezioni sono "dettati" che l'autrice attribuisce allo Spirito Santo, che commenta il testo paolino nella versione usata da Maria Valtorta (cur. p. Eusebio Tintori OFM).

I "Quaderni"

Maria Valtorta scrisse inoltre tre volumi dei cosiddetti "Quaderni" (Quaderni del 1943, del 1944 e del 1945-50). In essi sono contenute esperienze e riflessioni di carattere mistico e spirituale, oltre che teologico. Proprio per il loro carattere miscellaneo, non è agevole riassumerne i contenuti in maniera soddisfacente.

I "Quadernetti"

Nel 2006, il CEV ha dato alle stampe un volume in cui sono raccolti gli scritti valtortiani rimasti fin qui inediti. Si tratta, per lo più, di pagine sciolte, datate o databili tra il 1943 e il 1954.

 

Il Nihil obstat e Imprimatur, che la Chiesa Cattolica appone ai libri religiosi, era ed è una testimonianza dell’ortodossia della dottrina contenuta nel volume. Non serve necessariamente a rendere noti i punti di vista o le convinzioni del censore delegato prete/teologo che dà il suo Nihil obstat, o del Vescovo, che accorda il permesso di stampare l'opera. È solo una garanzia che non c’è niente contro la fede cattolica o la dottrina morale. Questa pratica serviva bene i bisogni del fedele. Pur nondimeno, ci sono stati degli abusi nella storia passata. Si sentono storie di ecclesiastici cattolici (vescovi, preti e teologi) che proscrivevano libri e non solo, a uomini e donne che erano accusati di eresia, condannati al rogo. Abbiamo l’esempio di Santa Giovanna d’Arco e del Savonarola, entrambi condannati al rogo perché accusati di eresia. Poi ci sono le storie dell’inquisizione Spagnola. Altri due santi, mistici e teologi, San Tommaso d’Aquino e il beato Padre Pio da Pietrelcina furono perseguitati dai loro superiori ecclesiastici con accuse di eresia e isteria. Alla fine la Chiesa li ha riconosciuti come santi. Si verificano eventi simili nei tempi nostri. Zelanti cacciatori di streghe che intendono difendere la purezza dottrinale, denunciano gli scritti, non soltanto di sospetti teologi modernisti, ma anche di devote e sante persone, le cui testimonianze o asserzioni di ricevere Messaggi divini non si accordano ai loro schemi mentali. Diversi nomi vengono alla mente come Luisa Piccarreta, Conception Cabrera de Armida (Conchita), Maria Valtorta, Giulia Kim, e altri. Ai nostri tempi c’è anche la beata Maria Agreda, e la venerabile Caterina Emmerich. Teologi e Vescovi hanno dei problemi con i fenomeni supernaturali.

Desidero affrontare i vari argomenti inerenti la vita e gli scritti di una di queste, Maria Valtorta. Essa nacque nata a Caserta in Italia nel 1887, e morì a Viareggio nel 1961. Fu costretta a letto dalla fine degli anni trenta a causa di un insensato attacco da parte di un giovane incappucciato, che la colpì alle spalle con un palanchino. Il Signore accettò la prontezza della giovane nel portare la sua Croce in unione alla sua Passione. Ella diventò un’anima vittima. Gesù ripagò la sua generosità a soffrire, con grazie senza numero. Ella diventò il suo amanuense. Le dettò e mostrò la storia della sua vita, morte e resurrezione, quella di sua Madre e della prima Chiesa, in una serie di rivelazioni private che cominciarono nel 1943 e continuarono fino al 1954. Con altre sante anime, Egli aveva perseguito il proposito di dare segni esterni della sua Passione con le stimmate, ma rispettò la schietta umiltà di Maria Valtorta, la quale aveva chiesto che i segni della Passione restassero nascosti al mondo esterno. Negli ultimi anni di vita, si ritirò totalmente in se stessa. Però la sua attività letteraria nei 12 anni tra il 1943 e il 1954, ha riempito numerosi volumi.

Maria fedele a Cristo e alla sua Chiesa obbediva totalmente alle leggi e alle regole della Chiesa Cattolica. Niente doveva venire pubblicato senza l’approvazione ecclesiastica. Per l’insistenza del suo direttore spirituale Padre Migliorini e il primo editore delle sue opere Michele Pisani, vennero divulgati frammenti delle opere. Tre Padri Servi di Maria, avevano presentato a Pio XII copia dattiloscritta del primo volume Il poema dell’Uomo-Dio. Il Papa disse loro “pubblicatelo senza aggiungere o togliere nulla“. Il Pisani stampò i primi volumi della vita di Cristo della Valtorta, Il poema dell’Uomo-Dio, senza l’approvazione del Vescovo locale. Zelanti ecclesiastici portarono ciò all’attenzione dei loro superiori. Il Poema dell’Uomo-Dio fu posto all’indice dei libri proibiti, non per errori dottrinali, ma perché stampato senza il richiesto nihil obstat o imprimatur.

Il Poema dell’Uomo-Dio, com’è intitolato nella corrente traduzione in Inglese o Il Vangelo come mi è stato rivelato, com’è conosciuto nelle traduzioni che hanno seguito in Italiano, è alla sua quarta edizione Italiana. È stato tradotto in molte altre lingue. Il Cardinale Ratzinger, riconobbe in lettere private che questo lavoro è libero da errori dottrinali o morali. La Conferenza dei Vescovi Italiani riconobbe la stessa cosa in una sua corrispondenza con l’attuale editore, dr. Emilio Pisani.

Papa Paolo VI, abolì l’istituzione dell’Indice dei Libri Proibiti nel 1965/6. Non è più richiesta l’approvazione preventiva per la pubblicazione delle opere. Gli autori ed editori debbono sottomettere il loro giudizio su presunte rivelazioni al giudizio finale della Chiesa, senza rivelare il loro credo. Questa regola è retroattiva e si applica anche a rivelazioni precedenti se non c’è niente di contrario alla fede e alla morale. Attraverso una serie di errori, alcuni di questi stessi ecclesiastici ora ignorano la regola del canone di legge e continuano a condannare gli scritti di Maria Valtorta.

La grande questione è: “C’è qualcosa negli scritti contro la fede e la morale?“. Tutti i suoi critici hanno ammesso a denti stretti che non c’è niente contro la fede e la morale. Il vecchio Indice dei Libri Proibiti è stato abolito. Però, sedicenti teologi cattolici, preti, siti cattolici, giornali e anche programmi radio, insistono nel tirare fuori vecchi scheletri, la condanna originale della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1958. Non soltanto ciò è cattivo insegnamento, ma è del tutto immorale e peccaminoso continuare ad alzare le loro dita accusatrici a questo regalo del Cielo, a questa fedele anima serva e vittima di Dio, Maria Valtorta.

Quanto sopra è una lunga introduzione al mio intento originale: presentare una lettera di commento, un Nihil obstat, Imprimatur e una testimonianza a questo sito di un monaco Cattolico sugli scritti di Maria Valtorta. Non soltanto dico che non c’è niente da obiettare nel Poema dell’Uomo-Dio e tutti gli altri scritti della Valtorta per quanto riguarda la Fede e la Morale. Io elogio la diligente dottrina di questo monaco che ha messo insieme una serie di scritti e una varietà di teologi, come padre Karl Rahner, sul significato di rivelazioni private, e di altri senza numero che hanno dato testimonianza sugli scritti di Maria Valtorta, i commenti teologici degli scritti di uno dei suoi primi direttori spirituali, padre Corrado Berti, e le numerose altre testimonianze e studi sui vari aspetti degli scritti di Maria: esperti biblici, archeologi della Terra Santa, teologi, prelati e scienziati, legali concistoriali che conobbero e visitarono Maria Valtorta durante la sua vita. Egli aggiunge la testimonianza del beato padre Gabriele Allegra, ofm, esegeta biblico e missionario, e la lodevole dottrina del presente editore dei lavori, il dr. Emilio Pisani, che ha collazionato tutti gli argomenti, pro e contro, sugli scritti di Maria Valtorta. Questo è un sito che val la pena visitare, sia per coloro che hanno acquisito gli scritti di Maria Valtorta, sia per coloro che ancora non hanno letto questa Vita di Cristo e della Benedetta Madre, e specialmente per coloro che vogliono tirare pietre.

Roma, 13 febbraio 2002
+ Roman Danylak, vescovo

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